Evasione fiscale e patrimoniale straordinaria | Rocco Artifoni

Bergamo, 18.11.2011 | di Rocco Artifoni

Una sfida storica per l’Italia e per il governo Monti

L’evasione fiscale in Italia ammonta al “18% del Pil e colloca il nostro Paese al secondo posto nella graduatoria internazionale guidata dalla Grecia”. La stima è di Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, che l’ha resa nota il 15 novembre durante un’audizione in commissione finanze del Senato. Dato che il PIL italiano nel 2010 è stato di 1.549 miliardi di euro, l’imponibile evaso sarebbe di 279 miliardi di euro. Tassato al 43%, cioè il valore della pressione fiscale media, fornirebbe alle casse dell’erario 120 miliardi di euro. Si tratta dell’8% del PIL. Basterebbe recuperane la metà per chiudere finalmente il bilancio dello Stato in pareggio.

In realtà, proprio il mancato incasso di questi soldi del sommerso comportano un eccesso di pressione fiscale per i cittadini onesti. Infatti, il presidente della Corte dei Conti ha segnalato che “implicazioni del fenomeno emergono ancora più nettamente quando si va a calcolare la pressione fiscale effettiva, rapportando il carico impositivo solo al Pil dichiarato al fisco: la pressione fiscale effettiva va corretta verso l’alto, di circa 10 punti rispetto a quella apparente, con l’effetto, così, anche di un ampliamento della distanza dai partners europei, a causa del nostro più alto tasso di evasione”.

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