{"id":16,"date":"2011-10-10T21:54:30","date_gmt":"2011-10-10T19:54:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberabg.it\/l\/2011\/10\/rita-atria\/"},"modified":"2011-10-10T21:54:30","modified_gmt":"2011-10-10T19:54:30","slug":"rita-atria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/2011\/10\/rita-atria\/","title":{"rendered":"Rita Atria"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" style=\"margin: 3px 8px; float: left;\" alt=\"rita-atria\" src=\"images\/stories\/Memoria\/rita-atria.jpg\" height=\"157\" width=\"129\" \/>Nasce in una famiglia mafiosa ed a undici anni perde, ucciso dalla mafia, il padre Vito, mafioso della famiglia di Partanna.<\/p>\n<p>Sono gli anni dell&#8217;ascesa dei corleonesi e della seconda guerra di mafia che li vedr\u00e0 impegnati in sanguinosi omicidi di uomini delle cosche rivali per la presa del potere.<\/p>\n<p>Alla morte del padre, Rita si lega ancora di pi\u00f9 al fratello Nicola ed alla cognata Piera Aiello.<\/p>\n<p>Di Nicola, anch&#8217;egli mafioso, Rita raccoglie le pi\u00f9 intime confidenze sugli affari e sulle dinamiche mafiose a Partanna.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Nel giugno 1991 Nicola Atria verr\u00e0 ucciso dalla mafia, e sua moglie Piera Aiello decide di collaborare con la giustizia.<\/p>\n<p>Rita Atria, a soli 17 anni, nel novembre 1991, decide di seguire le orme della cognata, cercando, nella magistratura, giustizia per quegli omicidi.<\/p>\n<p>Il primo a raccogliere le sue rivelazioni fu Paolo Borsellino al quale ella si leg\u00f2 come ad un padre.<\/p>\n<p>Le deposizioni di Rita e di Piera, unitamente ad altre deposizioni hanno permesso di arrestare diversi mafiosi e di avviare un&#8217;indagine sul politico Vincenzino Culicchia, per trent&#8217;anni sindaco di Partanna.<\/p>\n<p>Una settimana dopo la strage di via d&#8217;Amelio, Rita Atria si uccise a Roma dove viveva in segretezza lanciandosi dal settimo piano.<\/p>\n<p>Rita Atria per molti rappresenta un&#8217;eroina, per la sua capacit\u00e0 di rinunciare a tutto, finanche agli affetti della madre (che la ripudi\u00f2 e che dopo la sua morte distrusse la lapide a martellate), per inseguire un ideale di giustizia attraverso un percorso di crescita interiore che la porter\u00e0 dal desiderio di vendetta al desiderio di una vera giustizia.<\/p>\n<p>Rita (cos\u00ec come Piera Aiello) non era una pentita di mafia: non aveva infatti mai commesso alcun reato di cui pentirsi. Correttamente ci si riferisce a lei come testimone di giustizia, figura questa che \u00e8 stata legislativamente riconosciuta con la legge 45 del 13 febbraio 2001.<\/p>\n<p>Rita si uccise e ci lasci\u00f2 un tema, con su scritto:<strong>\u201cForse un mondo onesto non esister\u00e0 mai. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo\u201d.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nasce in una famiglia mafiosa ed a undici anni perde, ucciso dalla mafia, il padre Vito, mafioso della famiglia di Partanna. 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