{"id":153,"date":"2013-10-01T20:38:15","date_gmt":"2013-10-01T18:38:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberabg.it\/l\/2013\/10\/sullaumento-delliva-rocco-artifoni\/"},"modified":"2013-10-01T20:38:15","modified_gmt":"2013-10-01T18:38:15","slug":"sullaumento-delliva-rocco-artifoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/2013\/10\/sullaumento-delliva-rocco-artifoni\/","title":{"rendered":"Sull\u2019aumento dell\u2019IVA | Rocco Artifoni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><strong>Bergamo,&nbsp; 1 Ottobre 2013 | <span class=\"style1\"> di Rocco Artifoni<\/span><\/strong><\/p>\n<h1>Sull\u2019aumento dell\u2019IVA<\/h1>\n<h2>Le contraddizioni della classe politica, la chiarezza dei Costituenti<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin: 3px; float: right;\" alt=\"20131001_LaRivoltadellaNonna\" src=\"images\/stories\/img_libera\/2013\/20131001_LaRivoltadellaNonna.jpg\" height=\"101\" width=\"202\" \/>Dopo diversi rinvii alla fine \u00e8 arrivato. L\u2019aumento dell\u2019aliquota IVA dal 21% al 22% \u00e8 in vigore dal 1\u00b0 ottobre 2013. \u00c8 il caso di ricordare che l\u2019IVA \u00e8 stata introdotta in Italia nel 1973 con l\u2019aliquota del 12%. In 40 anni ci sono stati 9 aumenti. Il pi\u00f9 recente l\u2019ha effettuato il Governo Berlusconi il 17 settembre 2011, quando l\u2019IVA \u00e8 passata dal 20% al 21%. Oggi proprio coloro che hanno deciso quell\u2019aumento si presentano come i maggiori avversari del nuovo aumento, senza alcuna spiegazione e tanto meno autocritica su quanto hanno fatto due anni fa. Infatti, pochi giorni fa il vice Presidente del Consiglio dei Ministri Angelino Alfano ha dichiarato: \u201cnon stiamo con chi aumenta le tasse\u201d. L\u2019ex Ministro Mariastella Gelmini ha addirittura attribuito la responsabilit\u00e0 dell&#8217;ultimo aumento dell&#8217;IVA al Governo Monti, come se non sapesse che l&#8217;aumento dell\u2019aliquota IVA al 21% l\u2019ha decisa proprio il Governo di cui Lei faceva parte, che si \u00e8 dimesso due mesi dopo (16 novembre 2011).<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>\u00c8 evidente che la situazione politica \u00e8 contraddittoria e paradossale. L\u2019unica certezza \u00e8 che <strong>l\u2019aumento dell\u2019imposta sui consumi \u00e8 un danno per il Paese ed in particolare per i pi\u00f9 poveri. Lo sapevano bene i Padri costituenti<\/strong>, in particolare Salvatore Scoca, che \u00e8 stato il relatore dell\u2019art. 53 della Costituzione:\u201cNon si pu\u00f2 negare che una Costituzione la quale, come la nostra, si informa a princip\u00ee di democrazia e di solidariet\u00e0 sociale, debba dare la preferenza al principio della progressivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma se consideriamo che pi\u00f9 dei tributi diretti rendono i tributi indiretti e questi attuano una progressione a rovescio, in quanto, essendo stabiliti prevalentemente sui consumi, gravano maggiormente sulle classi meno abbienti, si vede come in effetti la distribuzione del carico tributario avvenga non gi\u00e0 in senso progressivo e neppure in misura proporzionale, ma in senso regressivo. Il che costituisce una grave ingiustizia sociale, che va eliminata, con una meditata e seria riforma tributaria.<\/p>\n<p>Si deve invertire questa situazione. Possiamo mantenere le imposte sui consumi purch\u00e9 si attui una riduzione notevolissima delle loro aliquote, e si determinino gli imponibili nella loro consistenza effettiva. Se ci\u00f2 faremo, potremo potenziare l&#8217;imposta progressiva sul reddito e farla diventare la spina dorsale del nostro sistema tributario. Con l&#8217;alleggerire la pressione delle imposte proporzionali, che colpiscono separatamente le varie specie di redditi, avremo margine per colpire unitariamente e progressivamente il reddito globale. Per tal modo si potr\u00e0 informare il nostro sistema fiscale al criterio della progressivit\u00e0.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 negare che il cittadino, prima di essere chiamato a corrispondere una quota parte della sua ricchezza allo Stato, per la soddisfazione dei bisogni pubblici, deve soddisfare i bisogni elementari di vita suoi propr\u00ee e di coloro ai quali, per obbligo morale e giuridico, deve provvedere. Da ci\u00f2 discende la necessit\u00e0 della esclusione dei redditi minimi dalla imposizione; minimi che lo Stato ha interesse a tenere sufficientemente elevati, per consentire il miglioramento delle condizioni di vita delle classi meno abbienti, che contribuisce al miglioramento morale e fisico delle stesse ed in definitiva anche all&#8217;aumento della loro capacit\u00e0 produttiva. Da ci\u00f2 discende pure che debbono essere tenuti in opportuna considerazione i carichi di famiglia del contribuente. Sono, questi, aspetti caratteristici di quella capacit\u00e0 contributiva, che si pone a base dalla imposizione\u201d.<\/p>\n<p>Salvatore Scoca aveva a cuore il bene comune, che significa anzitutto promuovere chi \u00e8 pi\u00f9 povero. La sua proposta di riforma del sistema fiscale sarebbe oggi a maggior ragione valida: meno imposte sui consumi (IVA) e pi\u00f9 deduzione per le spese di mantenimento e per i carichi famigliari, meno tasse sui redditi bassi e pi\u00f9 imposizione fiscale sui ricchi. Ma questo \u2013 purtroppo &#8211; \u00e8 l\u2019esatto opposto di quello che si \u00e8 fatto e che si sta facendo.<\/p>\n<p>Come siamo caduti in basso \u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bergamo,&nbsp; 1 Ottobre 2013 | di Rocco Artifoni Sull\u2019aumento dell\u2019IVA Le contraddizioni della classe politica, la chiarezza dei Costituenti Dopo diversi rinvii alla fine \u00e8 arrivato. 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