{"id":35,"date":"2012-03-01T14:02:08","date_gmt":"2012-03-01T13:02:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberabg.it\/l\/2012\/03\/casi-senza-giustizia\/"},"modified":"2012-03-01T14:02:08","modified_gmt":"2012-03-01T13:02:08","slug":"casi-senza-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/2012\/03\/casi-senza-giustizia\/","title":{"rendered":"Casi senza giustizia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><strong>Bergamo, febbraio 2011 | <span class=\"style1\">di<\/span> Roberto Galip\u00f2 e Rossana Di Vito<\/strong><\/p>\n<h1>Nino e Ida Agostino e Attilio Manca<\/h1>\n<div style=\"float: right; margin: 6px;\">{qtube vid:=mxL3DTeFTAA w:=250 h:=200 rel:=0 ap:=0 hd:=0}<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mercoledi 15 febbraio 2012 ore 11 e 20:&#8221;Eccoli, sono arrivati!!!&#8221;. Dopo 10 minuti si aprono le porte degli arrivi dell\u2019aeroporto di Orio al Serio e nel giro di pochi secondi mi ritrovo a stringere la mano delle persone che per quattro giorni riempiranno di ricordi, di determinazione e di emozione la mia vita. <strong>Sto parlando di Vincenzo Agostino, Augusta Agostino, Flora Agostino, il piccolo grande Nino e Gianluca Manca.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera stessa, a Caravaggio (Bg),<strong> inizia il primo di tanti incontri ai quali devono partecipare queste due famiglie, serata che si riveler\u00e0 essere carica di presenze e ricca di nuovi spunti per farci riflettere.<\/strong> Il giorno 16 febbraio ha luogo, sempre a Caravaggio, presso il Liceo Galileo Galilei, il primo dei quattro incontri con le scuole (successivamente Liceo Mascheroni di Bergamo, Liceo Federici di Trescore Balneario e l\u2019istituto tecnico di Albino). Cosi ha inizio la quattro giorni che segner\u00e0 indelebilmente la mia vita.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p><strong>Durante questi giorni Augusta ha raccontato il lato tenero e generoso di suo figlio, ucciso insieme alla sua giovane moglie e tolto troppo presto dalle cure e dall\u2019amore di sua madre che da 22 anni e 6 mesi chiede giustizia, chiede la verit\u00e0 sulla morte di suo figlio<\/strong> che, da vero poliziotto, prestava aiuto a persone meno abbienti e tentava di riportare sulla retta via persone che avevano avuto problemi con la legge o tossico dipendenti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin: 3px; float: left;\" alt=\"agostino_nino_e_ida\" src=\"images\/stories\/img_libera\/agostino_nino_e_ida.jpg\" height=\"168\" width=\"157\" \/>Augusta ci racconta di aver chiesto giustizia a Dio per poter dare una risposta al proprio dolore. Ebbene, con tanta emozione, dice: &#8220;E sapete ragazzi, Dio mi ha ascoltato veramente e il mio nipotino Nino, che sarebbe dovuto nascere a Settembre, \u00e8 nato con un mese d\u2019anticipo proprio il giorno dell\u2019anniversario di morte di mio figlio, il 5 Agosto. Cos\u00ec un giorno di morte \u00e8 diventato un giorno di nascita&#8221;. <strong>Augusta, ad ogni incontro, chiede a gran voce giustizia, ma se non arriver\u00e0 finch\u00e9 sar\u00e0 ancora in vita, i suoi figli, sulla sua lapide, dovranno scrivere: &#8220;Qui giace Augusta, una madre di un agente di polizia in attesa di giustizia, anche oltre la morte&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vincenzo padre di Nino, <\/strong>invece, all\u2019apparenza, per la sua mole, sembra un uomo duro e forte ma non \u00e8 cosi. E\u2019 un uomo tenero e dolce, pieno di dolore e&nbsp; di rancore nei confronti delle istituzioni. <strong>E\u2019 un uomo ferito che&nbsp; chiede giustizia e che ha visto morire il figlio tra le sue braccia crivellato di colpi.<\/strong><\/p>\n<p>Vincenzo racconta che suo figlio \u00e8 morto perch\u00e9 probabilmente svent\u00f2 l\u2019attentato nei confronti di Giovanni Falcone. Quella mattina Nino si trovava a pescare nei pressi dell\u2019Addaura e vedendo un borsone sospetto abbandonato, and\u00f2 a vedere di cosa si trattava. Quando apr\u00ec quella borsa trov\u00f2 al suo interno 58 candelotti di dinamite e corse subito a chiamare i soccorsi. Da quel momento la vita dell\u2019agente Agostino cambier\u00e0 definitivamente, perch\u00e9 salvando la vita a Giovanni Falcone (cui erano destinati i candelotti) condanner\u00e0 la sua. Il 5 agosto 1989 Vincenzo era in casa e ad un certo punto sent\u00ec Ida urlare chiaramente: &#8220;stanno ammazzando mio marito! stanno ammazzando mio marito!&#8221;. Vincenzo racconta di essere uscito di corsa dalla casa e di aver visto in diretta una cosa che nessun padre avrebbe mai voluto vedere: Nino correva disperatamente verso casa mentre i killer gli sparavano.Vincenzo vide ogni colpo ferire suo figlio finch\u00e8 non gli si accasci\u00f2 fra le braccia, esanime. Ida si gir\u00f2 verso i killer e url\u00f2: &#8220;Io so chi siete&#8221;, e proprio per questo una pallottola la colpi al cuore. Ebbe la forza di trascinarsi fino a toccare il corpo di Nino, l\u2019uomo che aveva sposato solo un mese prima, e spir\u00f2.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin: 3px; float: right;\" alt=\"agostino_vincenza_augusto\" src=\"images\/stories\/img_libera\/agostino_vincenza_augusto.jpg\" height=\"150\" width=\"184\" \/>Sono 22 anni e 6 mesi che Vincenzo si pone delle domande: &#8220;chi trad\u00ec mio figlio? Perch\u00e9 per la morte di un semplice poliziotto sono arrivati a Palermo il capo della polizia e il ministro dell\u2019interno? Perch\u00e9&nbsp; dopo il ritrovamento di un biglietto all\u2019interno del portafoglio di mio figlio sul quale c\u2019era scritto, &#8220;se dovesse capitarmi qualcosa guardate nell\u2019armadio di casa mia&#8221;, alcuni poliziotti andarono a casa sua e non si seppe mai quello che venne ritrovato? Perch\u00e9 io, invitato alla trasmissione di Santoro, Samarcanda, ho ricevuto pressioni dal signor La Barbera per sapere cosa avrei detto nel mio intervento e avendo rifiutato di rispondergli, nessuno mai mi fece intervenire in quella diretta?<strong> Perch\u00e9 alla famiglia Agostino non \u00e8 stata data ancora alcuna risposta sull\u2019omicidio del loro figlio e della loro nuora e del nipote mai nato? Perch\u00e9 senza aver effettuato alcun processo mio figlio venne dichiarato vittima di mafia? Cosa nasconde lo stato? Troppi misteri e ombre oscurano l\u2019omicidio di Nino e Ida e per risolvere questo mistero, lo stato dovrebbe avere il coraggio di&nbsp; processare se stesso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anche la storia dell\u2019urologo Attilio Manca \u00e8 ricca di lati oscuri. Il fratello Gianluca con voce carica d\u2019emozione ci fa conoscere Attilio, <\/strong>un ragazzo che stava ponendo le basi del suo futuro, molto attaccato alla famiglia e al suo lavoro. Attilio venne ritrovato cadavere il 12 febbraio 2004 e il medico del 118 che intervenne trov\u00f2 il giovane urologo riverso sul letto in una pozza di sangue ricoperto di ecchimosi, con il setto nasale deviato, con le mani ritratte come per aggrapparsi alla vita e con segni, presumibilmente di lacci, ai polsi e alle caviglie. L\u2019esame autoptico rivel\u00f2 invece che Attilio mor\u00ec in seguito ad un overdose di eroina, alcool e diazepam e che si devi\u00f2 il setto nasale cadendo privo di sensi sul telecomando (il quale, invece, da foto e testimoni venne ritrovato sotto l\u2019avambraccio sinistro con i tasti impressi nella pelle). La sua casa venne perquisita e vennero ritrovate due siringhe debitamente riposte rispettivamente nella pattumiera della cucina e nel cestino del bagno, che il giovane urologo si iniett\u00f2 (sempre da esame autoptico) nel braccio sinistro e poi gett\u00f2 rimettendo il &#8220;copri ago&#8221; e il &#8220;copri stantuffo&#8221;. Gianluca Manca a questo punto solleva i primi dubbi riguardo al suicidio di suo fratello: &#8220;Com\u2019\u00e8 possibile che un mancino puro come Attilio possa essersi iniettato due siringhe nel braccio sinistro e di conseguenza usando il braccio destro? Come si spiegano i lividi sul suo corpo? E come pu\u00f2 un telecomando ritrovato sotto un avambraccio deviare un setto nasale&#8221;.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" style=\"margin: 3px; float: left;\" alt=\"attilio_manca\" src=\"images\/stories\/img_libera\/attilio_manca.jpg\" height=\"202\" width=\"263\" \/>Gianluca, come un fiume in piena continua la sua esposizione dei fatti e ci racconta un altro incredibile tassello che non riesce (come tutto il resto) ad incastrarsi nel puzzle: dopo un\u2019attenta indagine nella casa di Attilio, venne ritrovata una sola impronta palmare appartenente ad Ugo Manca, cugino della vittima. Sentito dagli inquirenti,Ugo Manca riferisce di essersi recato a casa del cugino il 13 dicembre, per subire un\u2019operazione di varicocele, quindi ben due mesi prima della sua morte. A questo punto, Gianluca, pone una domanda a tutti i presenti: &#8220;Come \u00e8 possibile che un\u2019impronta palmare, ritrovata sullo sciacquone del water, possa essere ancora presente a due mesi di distanza visto che il bagno \u00e8 noto come luogo molto umido e in casa, misteriosamente, c\u2019erano trenta gradi?&#8221;. Da perizie effettuate l\u2019impronta non avrebbe mai potuto resistere per tutto quel tempo in quel luogo e con quella temperatura. Nonostante tutto, Ugo Manca, non venne mai riascoltato dagli inquirenti.<\/p>\n<p>La famiglia Manca venne a conoscenza della morte di Attilio grazie allo zio, il padre di Ugo Manca, che si rec\u00f2 presso la loro abitazione. Gianluca vide lo zio arrivare e gli and\u00f2 incontro. Gli raccont\u00f2 l\u2019accaduto e tenne a precisare che erano state trovate queste due siringhe di eroina. Come poteva saperlo se le due siringhe erano vuote ed il fatto era appena accaduto? Perch\u00e9 chiese a Gianluca di dire ai genitori che Attilio era morto in seguito ad un aneurisma cerebrale? Perch\u00e9 gli inquirenti di Viterbo (Dottor Petroselli in primis), vogliono chiudere questo caso come suicidio? Perch\u00e9 le prove raccolte, gi\u00e0 pi\u00f9 che sufficienti, non bastano per dichiarare che Attilio Manca \u00e8 stato assassinato? Questi sono gli interrogativi che il determinato e indignato (come si definisce lui) Gianluca Manca insieme alla sua famiglia si pongono e pongono agli inquirenti da ben otto anni, senza mai avere risposte o ricevendone di inadeguate che rasentano il ridicolo.<\/p>\n<p><strong>Ma perch\u00e9 la famiglia Manca va oltre e ritiene che questo non sia solo un omicidio, ma bens\u00ec un delitto di mafia? Gianluca lo racconta in modo dettagliato<\/strong>: &#8220;Un pentito di nome Spatoia, finalmente, si decise a parlare e raccont\u00f2 che un urologo siciliano aveva operato Bernardo Provenzano alla prostata a Marsiglia e dopo queste dichiarazioni anche lui mor\u00ec suicida&#8221;. A quei tempi&#8221;, prosegue Gianluca &#8220;mio fratello era uno dei migliori urologi in grado di fare quell\u2019operazione in laparoscopia, in quel periodo era a Marsiglia e soprattutto era siciliano. Non era un siciliano qualsiasi, ma di Barcellona Pozzo di Gotto, citt\u00e0 che forn\u00ec il telecomando per la strage di Capaci, nonch\u00e9 crocevia della maggior parte di traffici mafiosi&#8221;. Con cadenza semestrale, la famiglia Manca, si ritrova costretta ad abbandonare la propria abitazione per alcuni giorni perch\u00e9 qualcuno deposita nel loro giardino gas tossici come intimidazione.Chi vuole che abbandonino la loro casa e il loro paese? Tutti questi indizi sembrano avvalorare la tesi dell\u2019omicidio di mafia,ma per mano di chi?<\/p>\n<p>Gianluca Manca sostiene che non possa essere stato Bernardo Provenzano in quanto al giovane urologo deve la propria vita in seguito all\u2019operazione e quindi un\u2019ennesima domanda gli sorge spontanea: &#8220;Come \u00e8 possibile che un boss mafioso, latitante da quaranta anni e ricercato in tutto il mondo possa essersi spostato indisturbato fino ad arrivare a Marsiglia se non con l\u2019appoggio di una rete di protezione molto influente? Allora se non \u00e8 stato Bernardo Provenzano chi \u00e8 stato?&#8221;. Cosa sapeva Attilio Manca che non avrebbe mai dovuto sapere?<\/p>\n<p>H<strong>o voluto raccontarvi la storia di queste due famiglie e del grande dolore che vivono giorno dopo giorno, con grande dignit\u00e0 e continuando a chiedere risposte ad uno stato sempre pi\u00f9 assente e sordo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Io le mie risposte le ho gi\u00e0 trovate, lascio alle vostre coscienze una riflessione e una debita conclusione.<\/strong><\/p>\n<p>Roberto Galip\u00f2 e Rossana Di Vito<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bergamo, febbraio 2011 | di Roberto Galip\u00f2 e Rossana Di Vito Nino e Ida Agostino e Attilio Manca {qtube vid:=mxL3DTeFTAA w:=250 h:=200 rel:=0 ap:=0 hd:=0} Mercoledi 15 febbraio 2012 ore 11 e 20:&#8221;Eccoli, sono arrivati!!!&#8221;. 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