{"id":229,"date":"2014-10-01T08:27:02","date_gmt":"2014-10-01T06:27:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberabg.it\/l\/2014\/10\/ciuri-di-campo-chi-crisci\/"},"modified":"2014-10-01T08:27:02","modified_gmt":"2014-10-01T06:27:02","slug":"ciuri-di-campo-chi-crisci","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/2014\/10\/ciuri-di-campo-chi-crisci\/","title":{"rendered":"Ciuri di campo chi crisci"},"content":{"rendered":"<p style=\"color: #000000; font-family: Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: right;\"><strong>Bergamo, Settembre 2014 |&nbsp;<span class=\"style1\">di Lucia Bettani<\/span><\/strong><\/p>\n<h1 style=\"font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; color: #000000; line-height: normal;\">CIURI DI CAMPO CHI CRISCI<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: 12pt; line-height: 107%;\">\u201c[\u2026] in fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi si trovano una logica per il solo fatto d\u2019esistere. Fanno \u2018ste case schifose, con le finestre in alluminio, i muri di mattoni, i balconcini, la gente ci va ad abitare, ci mette le tendine, i gerani, la televisione\u2026 Dopo un po\u2019 tutto fa parte del paesaggio, c\u2019\u00e8, esiste, nessuno si ricorda pi\u00f9 com\u2019era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza! E allora, invece della lotta politica, della lotta di classe, delle manifestazioni\u2026 bisognerebbe ricordare alla gente che cos\u2019\u00e8 la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla! \u00c8 importante la bellezza, da quella scende gi\u00f9 tutto il resto!\u201d<\/span><\/em><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: 12pt; line-height: 107%; color: red;\"> <\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: 12pt; line-height: 107%;\">(Peppino Impastato)<\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: Arial, sans-serif;\">\u00c8 aiutare a ricordare, a riconoscere e a difendere la bellezza ci\u00f2 che, secondo me, Libera fa. Di questo mi sono accorta quest\u2019estate partecipando ad un campo di lavoro e volontariato a Marina di Cinisi, Palermo. Questo campo si trova all\u2019interno di un bene confiscato alla mafia (maxi confisca del 1993), in particolare a Vincenzo Piazza, l\u2019imprenditore della mafia. Piazza riciclava il denaro sporco dei fratelli Graviano, reinvestendolo nell\u2019edilizia pubblica e privata. La \u201cCalcestruzzi Piazza\u201d si \u00e8 anche preoccupata della costruzione della residenza estiva della famiglia del suo proprietario, formata da quattro villette. \u00c8 qui che ho passato una bellissima settimana. Oggi la residenza estiva si chiama \u201cCiuri di campo\u201d (Fiori di campo) ed \u00e8 gestita, da tre anni, dalla cooperativa \u201cLibera-mente\u201d che collabora con Libera. Trascorrere una settimana in un campo di Libera significa convivere con persone di et\u00e0 diverse, collaborare con loro, lavorando all\u2019interno del campo e fuori, condividendo emozioni, impressioni, riflessioni e, ovviamente, anche il divertimento. All\u2019interno del campo le giornate di dividevano tra lavoro e formazione. Solitamente la mattina eravamo tutti occupati nelle mansioni a noi affidate dagli organizzatori, quindi ci occupavamo della pulitura delle spiagge (il mare era distante solo 300 m!), lavoro nei campi (raccolta di frutta e verdura), pulizia degli spazi comuni, pulizia delle aiuole e delle siepi, bruciatura delle sterpaglie. Inoltre, a rotazione, dovevamo occuparci della preparazione dei pasti, \u00e8 stato molto bello cucinare per 60 persone!! Ma il campo non \u00e8 solo lavoro, \u00e8 anche formazione. Infatti nel pomeriggio, dopo la pausa relax-spiaggia-mare del dopo pranzo, sono venuti a parlarci persone come Giovanni Impastato, che, dopo la morte di suo fratello, ha lottato con la madre Felicia per avere giustizia, per far riconoscere Peppino quale vittima di mafia, ucciso dal suo vicino di casa Tano Badalamenti e non come suicida e terrorista. Inoltre abbiamo avuto l\u2019occasione di porgli le nostre domande, di scambiare con lui le nostre riflessioni. La stessa cosa \u00e8 avvenuta anche il venerd\u00ec pomeriggio durante l\u2019incontro con Antonio Zangara, figlio di una vittima innocente di mafia, e Giovanni Paparcuri, l\u2019autista di Rocco Chinnici. Entrambi ci hanno raccontato la loro storia, entrambe molto forti e piene di voglia di riscatto, ovviamente in modo pacifico. Ma la prima formazione \u00e8 stata quella pi\u00f9 inaspettata di tutte! Per seguirla siamo andati a Borgo di Dio, Trappeto, presso il centro sviluppo Danilo Dolci, che ritorner\u00e0 a nuova vita come punto di riferimento per gli studi sociali, artistici e culturali grazie al lavoro dei figli di Danilo Dolci, di Libera e altri collaboratori. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ci \u00e8 stato presentato alla conferenza, a cui sono intervenuti diversi interlocutori tra cui don Ciotti!!! \u00c8 stato l\u2019intervento pi\u00f9 bello e coinvolgente della giornata! <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: Arial, sans-serif;\">Nel corso della settimana siamo andati anche a Palermo e, mentre i ragazzi minorenni visitavano la citt\u00e0, noi maggiorenni siamo andati ad assistere al processo trattativa stato-mafia presso l\u2019AULA BUNKER!!! In questa trattativa, Libera si \u00e8 dichiarata parte civile, infatti il Presidente di Libera Palermo, Umberto di Maggio, sedeva tra i banchi del tribunale. Purtroppo del processo abbiamo visto e sentito ben poco, a causa di un \u201cmalinteso\u201d tra uno degli avvocati e il suo assistito (un mafioso diventato collaboratore di giustizia), che quel giorno avrebbe dovuto testimoniare. Da una parte siamo anche stati fortunati, perch\u00e9 abbiamo potuto ascoltare le parole di Umberto di Maggio. Dopo questa grandissima esperienza, avvenuta all\u2019interno di questo \u201ctempio\u201d siamo andati tutti quanti a mangiare nel quartiere palermitano in cui convivono ben quattordici etnie differenti, il quartiere di Ballar\u00f2. In conclusione di questa settimana ho visitato il luogo in cui Peppino \u00e8 stato ucciso, casa Felicia e Peppino e casa Badalamenti. Due case completamente differenti, differenti nella grandezza, differenti nello stile e differenti nei padroni. Una che ospitava Peppino, e l\u2019altra il suo assassino. Due case cos\u00ec differenti, e cos\u00ec poco distanti, solo 100 passi che ho avuto l\u2019onore di percorrere. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: Arial, sans-serif;\">\u00c8 incredibile come a pochi chilometri di distanza dal campo \u201cCiuri di Campo\u201d, dove si lotta contro la mafia lavorando all\u2019interno di un bene confiscato e sul territorio circostante, ci sia, nel paese di Peppino, Cinisi, ancora cos\u00ec tanto \u201crispetto\u201d per un mafioso ormai nient\u2019altro che un nonnino pi\u00f9 che novantenne, che, nonostante gli arresti domiciliari, se ne va a passeggio per il paese, grazie all\u2019aiuto di due bastoni, che lo rendono ancora pi\u00f9 riconoscibile. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: Arial, sans-serif;\">Ho imparato molte cose durante questa settimana. Ho imparato che \u201cscavando la terra, si scava nella propria coscienza\u201d (don Ciotti), che l\u2019ironia pu\u00f2 essere un\u2019arma migliore rispetto alle pistole, che bisogna dubitare di chi dice di sapere tutto (don Ciotti), che non \u00e8 vero che la mafia non uccide donne e bambini o che uccide solo i suoi pari, questo perch\u00e9 la mafia non guarda in faccia nessuno, che la parola \u201clegalit\u00e0\u201d \u00e8 ormai da tanto tempo sfruttata. Ho capito che esistono siciliani di scoglio (ritengono la Sicilia metro e misura di tutto) e siciliani di alto mare (cercano la Sicilia oltre i confini geografici), ma anche che \u00e8 importante andare oltre i confini geografici ed i pregiudizi e combattere i concetti di spazio e di tempo per combattere la mafia. Fare un campo di volontariato in Sicilia non \u00e8 solo questo, \u00e8 anche degustare il cibo siciliano, il dialetto, i tempi di lavoro e fare nuove amicizie. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: Arial, sans-serif;\">Nessuna delle persone che ho incontrato ha avuto la presunzione di dire che la mafia verr\u00e0 sconfitta a breve termine, anzi hanno detto tutti il contrario, ma tutti hanno detto una cosa molto importante, che pi\u00f9 sappiamo e pi\u00f9 diventiamo pericolosi, perch\u00e9 ci possono rubare tutto, ma non ci\u00f2 che conosciamo! Quindi dobbiamo armarci di carta e penna, e sarebbe bello anche immaginare la vittoria di questa battaglia come l\u2019ha descritta Umberto di Maggio: \u201cDomenica pomeriggio, lo stadio di Palermo \u00e8 gremito di gente. Le due squadre scendono in campo, da una parte i mafiosi e dall\u2019altra i cittadini. Fischio d\u2019inizio, la partita comincia\u2026. La partita \u00e8 in pareggio, ma ecco che al 90\u00b0 minuto un calciatore della squadra dei cittadini tira, GOL di rovescio. Tutt\u2019ad un tratto arriva una navicella spaziale e i mafiosi, sconfitti, salgono e tornano sul pianeta da cui sono venuti\u2026 ammesso che esista un loro pianeta\u201d.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bergamo, Settembre 2014 |&nbsp;di Lucia Bettani CIURI DI CAMPO CHI CRISCI \u201c[\u2026] in fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi si trovano una logica per il solo fatto d\u2019esistere. 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