{"id":223,"date":"2014-07-05T15:18:15","date_gmt":"2014-07-05T13:18:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberabg.it\/l\/2014\/07\/la-costituzione-siamo-noi-rocco-artifoni\/"},"modified":"2014-07-05T15:18:15","modified_gmt":"2014-07-05T13:18:15","slug":"la-costituzione-siamo-noi-rocco-artifoni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/2014\/07\/la-costituzione-siamo-noi-rocco-artifoni\/","title":{"rendered":"La Costituzione siamo noi | Rocco Artifoni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><strong style=\"color: #000000; font-family: Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: right;\">Bergamo, 3 Luglio 2014 |&nbsp;<span class=\"style1\">di Rocco Artifoni<\/span><\/strong><\/p>\n<h1>La Costituzione siamo noi<\/h1>\n<p>A scuola non ricordo di aver mai studiato la Costituzione. Forse sono stato uno studente distratto o forse non ho avuto insegnanti all\u2019altezza della professione.&nbsp;<br \/>Fatto sta che la Costituzione me la sono trovata tra le dita qualche anno dopo, cercando di mettere in fila le normative per l\u2019abolizione delle barriere architettoniche. Da allora il secondo comma dell\u2019art. 3 \u00e8 rimasto scolpito nei miei pensieri: \u201c\u00e8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che\u2026\u201d. Per me \u00e8 stato un faro, un punto di riferimento costante, un criterio valutativo imprescindibile. E non \u00e8 stata soltanto una rivendicazione nei confronti delle Istituzioni, che spesso purtroppo non sono state all\u2019altezza del compito loro assegnato, ma anche e forse soprattutto un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0. Sono convinto che non possiamo stare ad aspettare che gli enti pubblici facciano la loro parte, ma occorre innanzi &nbsp;tutto che ciascuno di noi eserciti una cittadinanza attiva. Contribuire ad eliminare quegli ostacoli \u00e8 compito anche mio, anzi nostro. Soltanto cos\u00ec possiamo \u201cpretendere\u201d che anche i rappresentanti della Repubblica lo facciano. E se non lo fanno, \u00e8 giusto denunciarli, poich\u00e9 \u00e8 in gioco la libert\u00e0 di tutti, anzi di ciascuna persona, che la Costituzione riconosce e tutela come valore supremo, antecedente allo Stato.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Qualche anno dopo ho avuto la fortuna di incontrare don Giuseppe Dossetti, proprio colui che convinse l\u2019Assemblea Costituente a impostare la Carta costituzionale sul primato della persona. E Dossetti lanci\u00f2 un allarme per il rischio di stravolgimento della Costituzione, che si stava profilando sull\u2019orizzonte della politica di venti anni fa. E non si sbagliava. In una lettera esortava tutti i cittadini a costituire in ogni citt\u00e0, paese, frazione e quartiere Comitati per la difesa della Costituzione.<br \/>Da allora quella Carta mi \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 cara, amica e compagna di strada, presidio sicuro contro ogni inganno e ogni asservimento, come ebbe a dire Dossetti ai giovani. Ho cercato di conoscerla, di comprenderla in profondit\u00e0, di coglierne il senso complessivo, di trovarvi le motivazioni pi\u00f9 radicate.<br \/>A spingermi in questa ricerca \u00e8 stato un altro grande maestro: il giudice Antonino Caponnetto. Invitato a parlare della giustizia, tenne un\u2019indimenticabile lezione sulla Costituzione.<br \/>Cos\u00ec, seguendo alcuni fili che emergevano dalla matassa corposa della Costituzione, ho potuto toccare con mano la saggezza dei nostri nonni e padri Costituenti. Basta leggere qualche frase dei vari Dossetti, La Pira, Moro, Calamandrei, Scoca, Ruini, Basso e tanti altri per coglierne la saggezza e l\u2019ampiezza di vedute. Facendo un confronto con la classe politica contemporanea, che vorrebbe riformare la Costituzione, \u00e8 evidente che li separa un abisso incolmabile. Non c\u2019\u00e8 paragone, anzi non c\u2019\u00e8 storia.<br \/>Negli ultimi anni mi hanno chiesto di tenere conferenze sulla Costituzione, soprattutto nelle scuole. Lo sto facendo volentieri, poich\u00e9 colgo l\u2019impreparazione di alcuni ma anche la voglia di apprendere di molti giovani. Raccontare e spiegare la Costituzione pu\u00f2 sembrare una lezione noiosa, ma non \u00e8 cos\u00ec. Per me la Costituzione \u00e8 diventata una vera passione e cerco di trasmetterla ai ragazzi e alle ragazze. Non so se ci riesco, ma almeno ci provo. Ho bene in mente l\u2019obiettivo che ci ha insegnato il pi\u00f9 grande maestro che l\u2019Italia ha avuto nel dopoguerra, don Lorenzo Milani: far diventare i ragazzi sovrani. La Costituzione \u00e8 un forte strumento di presa di coscienza e di liberazione. Si pu\u00f2 usare come metro di giudizio e criterio fondamentale per prendere decisioni.<br \/>Oggi io non potrei farne a meno. L\u00ec dentro in quella Carta ci sono i principali attrezzi del mestiere per chi non voglia oziare politicamente, socialmente, economicamente e culturalmente.<br \/>Il 25 aprile 2014 abbiamo stampato un cartello per ogni articolo della Costituzione e l\u2019abbiamo portato nelle strade, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec anzitutto che la Costituzione deve vivere e svolgere il proprio ruolo. Mettendo insieme le idee e le forze di tanti amici, scuole, associazioni, che hanno \u201cadottato\u201d un articolo della Carta, \u00e8 nata \u201cLa Costituzione in piazza\u201d. Tra le tante iniziative realizzate in questi anni \u00e8 sicuramente una delle pi\u00f9 riuscite. Perch\u00e9 la Costituzione \u00e8 davvero madre e figlia di noi tutti. \u00c8 un patto tra le generazioni, per tenere alta la dignit\u00e0 delle donne e degli uomini. \u00c8 stato scritto con il sangue e con la sofferenza di tanti che con coraggio si sono sacrificati perch\u00e9 potessimo godere di questo bene comune. Che dovremmo conservare con pi\u00f9 cura.<br \/>Non c\u2019\u00e8 retorica nell\u2019ultima lettera agli amici scritta dal partigiano Giacomo Ulivi, 19 anni, prima di essere ucciso in un carcere fascista nel 1944: \u201cQui sta la nostra colpa, io credo: come mai, noi italiani, con tanti secoli di esperienza, usciti da un meraviglioso processo di liberazione, in cui non altri che i nostri nonni dettero prova di qualit\u00e0 uniche in Europa, di un attaccamento alla cosa pubblica, il che vuol dire a s\u00e9 stessi, senza esempio forse, abbiamo abdicato, lasciato ogni diritto, di fronte a qualche vacua, rimbombante parola? Che cosa abbiamo creduto? Creduto grazie al cielo niente ma in ogni modo ci siamo lasciati strappare di mano tutto, da una minoranza inadeguata, moralmente e intellettualmente.\u201d Parole che sembrano scritte oggi, come succede sempre a chi sa guardare oltre l\u2019orizzonte della propria angusta prospettiva, come sa fare chi lotta per un mondo pi\u00f9 giusto e solidale.<br \/>Abbiamo una Costituzione che non \u00e8 soltanto un elenco di principi fondamentali, una compilazione di diritti e di doveri, un\u2019impalcatura istituzionale. La Costituzione \u00e8 anche un programma da attuare, perch\u00e9 il pi\u00f9 debole non venga calpestato. \u00c8 uno scudo contro i soprusi, un appoggio che ci pu\u00f2 sostenere, una corda per intrecciare legami. La Costituzione impone il dovere inderogabile della solidariet\u00e0. Che non \u00e8 un lusso, ma il fondamento autentico di una comunit\u00e0.<br \/>C\u2019\u00e8 ancora molto da imparare e da fare. E sempre nella lettera agli amici Giacomo Ulivi scrive: &nbsp;\u201cMa soprattutto, vedete, dobbiamo fare noi stessi: \u00e8 la premessa per tutto il resto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bergamo, 3 Luglio 2014 |&nbsp;di Rocco Artifoni La Costituzione siamo noi A scuola non ricordo di aver mai studiato la Costituzione. 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