{"id":212,"date":"2014-04-28T19:55:12","date_gmt":"2014-04-28T17:55:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberabg.it\/l\/2014\/04\/riforme-istituzionali-vecchi-azzeccagarbugli-e-nuovi-conservatori\/"},"modified":"2014-04-28T19:55:12","modified_gmt":"2014-04-28T17:55:12","slug":"riforme-istituzionali-vecchi-azzeccagarbugli-e-nuovi-conservatori","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/2014\/04\/riforme-istituzionali-vecchi-azzeccagarbugli-e-nuovi-conservatori\/","title":{"rendered":"Riforme istituzionali: vecchi azzeccagarbugli e nuovi conservatori"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><strong style=\"color: #000000; font-family: Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: right;\">Bergamo, 24 Aprile 2013 |&nbsp;<span class=\"style1\">di Rocco Artifoni<\/span><\/strong><\/p>\n<h1>Riforme istituzionali: vecchi azzeccagarbugli e nuovi conservatori<\/h1>\n<p><strong>1)<\/strong> In Italia abbiamo una Costituzione da 66 anni. Si tratta di una Costituzione che non si limita ad una \u2013 seppur giusta e doverosa \u2013 enunciazione di principi o dichiarazione di diritti, ma che ha una chiara visione programmatica. Per rendersene conto \u00e8 sufficiente qui citare il secondo &nbsp;comma dell\u2019art. 3: \u201c\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale\u2026\u201d. Periodicamente sarebbe logico aspettarsi che la classe politica facesse il punto dell\u2019attuazione del programma costituzionale. Ogni legislatura e ogni governo dovrebbe farlo, chiedendosi: dove siamo arrivati? Quali articoli non sono stati ancora attuati pienamente? In quali casi sono stati addirittura \u201ctraditi\u201d? Quali sono i provvedimenti da prendere rapidamente? Questa sarebbe una seria analisi, una politica di alto profilo. Purtroppo, di tutto ci\u00f2 s\u2019\u00e8 visto molto poco.<\/p>\n<p><strong>2)<\/strong> Negli ultimi 20 anni schieramenti politici di ogni tipo, una volta conquistata la maggioranza dei seggi in Parlamento, immancabilmente si ripromettono di modificare \u2013 pi\u00f9 o meno radicalmente \u2013 la Costituzione. Di solito non si parte da un\u2019analisi razionale dello stato di attuazione e dei problemi eventualmente incontrati. Si parte da una posizione pregiudiziale, in cui si \u00e8 gi\u00e0 stabilito a priori che cosa si deve cambiare: pu\u00f2 essere il federalismo o il centralismo, poco importa. Ci\u00f2 che importa \u00e8 cambiare verso e fare in fretta.<\/p>\n<p><strong>3)<\/strong> Eppure \u2013 come tutti dovrebbero sapere \u2013 le Costituzioni nascono per durare decenni, anzi secoli, come ad esempio quella americana, in vigore dal \u2018700. Le Costituzioni sono testi da maneggiare con cura, con misura, con ponderazione. Le Costituzioni sono presbiti per natura: guardano verso il futuro. Spesso abbiamo l\u2019impressione che i novelli riformatori abbiamo tempi brevi, uno sguardo miope. Come diceva un giurista americano, ripreso da De Gasperi, \u201clo statista guarda alle prossime generazioni, il politico alle prossime elezioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>4) <\/strong>Le eventuali riforme della Costituzione dovrebbero essere approvate dai rappresentanti del popolo (parlamentari) ed eventualmente dal popolo sovrano (referendum). Resta sempre difficile da comprendere perch\u00e9 spesso e volentieri ci si metta in mezzo \u2013 come se fosse il principale protagonista \u2013 il Governo. \u00c8 il caso di ricordare che nella vigente Costituzione il principale Organo di garanzia \u00e8 la Corte Costituzionale, i cui membri sono eletti dal Parlamento, dal Presidente della Repubblica e dalla Magistratura. Il Governo non c\u2019entra in alcun modo, proprio perch\u00e9 si tratta di un potere \u201cesecutivo\u201d e non \u201criformatore\u201d. A volte in Italia \u2013 invece &#8211; sembra che uno dei principali compiti del Governo sia la riforma della Costituzione.<\/p>\n<p><strong>5) <\/strong>La revisione costituzionale \u00e8 disciplinata dall\u2019art. 138 della Costituzione. Il Parlamento pu\u00f2 approvare modifiche costituzionali secondo le procedure speciali previste da questo articolo. Ma nella recente sentenza della Corte Costituzionale che ha abrogato alcune parti della legge elettorale per il Parlamento (il cosiddetto \u201cporcellum\u201d) si dice che tale normativa era \u201cincompatibile con i principi costituzionali in base ai quali le assemblee parlamentari sono sedi esclusive della rappresentanza politica nazionale, (\u2026) ad esse sono affidate funzioni fondamentali (\u2026) tra le quali anche le delicate funzioni connesse alla garanzia della Costituzione (art. 138)\u201d. In altre parole, l\u2019attuale Parlamento e Governo si fondano su una legge elettorale che \u00e8 incostituzionale proprio perch\u00e9 produce \u201cun\u2019alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica, sulla quale si fonda l\u2019intera architettura dell\u2019ordinamento costituzionale vigente\u201d. Di conseguenza, tenuto conto del \u201cpeccato originale\u201d da cui nascono l\u2019attuale Parlamento e il conseguente Governo, sarebbe semplice e doveroso buon senso evitare di mettere mano alla Costituzione, lasciando questo compito a chi verr\u00e0 eletto con una legge elettorale \u201cbasata sul principio fondamentale di eguaglianza del voto (art. 48)\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>6) <\/strong><\/span>Molti costituzionalisti hanno sollevato dubbi sul disegno riformatore del Governo sia della legge elettorale che della Costituzione. La replica di un Ministro \u00e8 stata di questo tenore: i Costituzionalisti fanno il loro mestiere, noi politici ne facciamo un altro e dobbiamo prendere le decisioni. Per favore qualcuno ricordi al Ministro quanto sta scritto nell\u2019art. 54 (\u201ctutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione\u2026\u201d) e soprattutto spieghi che la Costituzione sta sopra le leggi del Parlamento e i provvedimenti del Governo. Sono le leggi e i decreti che devono stare nel solco della Costituzione e non il contrario.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>7)<\/strong><\/span> Quando si vuole modificare la Costituzione, bisognerebbe farlo in modo \u201cpuntuale\u201d e per argomenti omogenei. \u00c8 illogico proporre una modifica che comprende \u2013 in un unico progetto \u2013 tematiche molto diverse tra loro. Il disegno di legge costituzionale presentato dal Governo Renzi si intitola: \u201cDisposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione &nbsp;del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione\u201d. Si d\u00e0 per scontato che si debba essere d\u2019accoro su tutto o contrari a tutto. Prendere o lasciare in blocco. O si sta con chi vuole le riforme o si \u00e8 conservatori. In realt\u00e0 si vuole creare artificialmente due tifoserie: pro o contro il Governo. Un pessimo modo di procedere per realizzare modifiche costituzionali.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>8)<\/strong><\/span> Se qualche studioso della Costituzione si permette di far notare alcune incongruenze nel progetto di revisione presentato dal Governo, anzich\u00e9 essere ringraziato per aver ottemperato con scrupolo al proprio compito, viene sbeffeggiato come \u201cprofessorone\u201d. Con ci\u00f2 si dimentica che l\u2019attuale Costituzione per tanti aspetti \u00e8 merito di quelli che venivano chiamati \u201ci professorini\u201d. Le Costituzioni si scrivono e si modificano con un significativo approfondimento e attraverso il confronto tra le migliori risorse culturali di un Paese. Non si fanno con il motto \u201cfacciamo presto\u201d. La fretta di solito \u00e8 nemica del bene comune.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>9)<\/strong><\/span> Il testo della Costituzione approvato nel dicembre del 1947 \u00e8 stato scritto in modo chiaro e comprensibile a tutti. In fondo era un atto dovuto. Si tratta del patto di cittadinanza e ogni cittadino deve essere in grado di comprenderlo, per poterlo rispettare e per impegnarsi a realizzarlo. Le successive modifiche non sempre hanno mantenuto questa forma semplice e accessibile a tutti. Il progetto di riforma presentato dal Governo in alcuni passaggi \u00e8 degno del peggior azzeccagarbugli. Basti citare un passaggio del nuovo art. 70: \u201cPer i disegni di legge che dispongono nelle materie di cui agli articoli 57, comma terzo, 114, comma terzo, 117, commi secondo, lettere p) e u), quarto, sesto e decimo, 118, comma quarto, 119, 120, comma secondo, e 122, comma primo, nonch\u00e9\u2026\u201d. Non \u00e8 possibile approvare ci\u00f2 che non si pu\u00f2 capire. Prima di porsi l\u2019obiettivo di cambiare la Costituzione bisognerebbe avere l\u2019umilt\u00e0 di imparare a scrivere in modo comprensibile, affinch\u00e9 il cittadino elettore possa capire e decidere responsabilmente.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>10) <\/strong><\/span>La Costituzione non \u00e8 immodificabile. Infatti, nel corso dei decenni \u00e8 stata emendata decine di volte. Anche oggi avrebbe bisogno di alcuni aggiornamenti. Per esempio, per aggiungere alla tutela del paesaggio anche i diritti della natura o i doveri verso l\u2019ambiente. Oppure per tener conto del potere della televisione e di internet, e non soltanto della libert\u00e0 di stampa. O magari anche per porre argini all\u2019abuso di potere della finanza globale, visto che uno dei principali compiti di una Costituzione \u00e8 la limitazione dei poteri. O infine anche dare pi\u00f9 certezza ai cittadini che vogliono essere protagonisti della politica. Per esempio, all\u2019art. 71, laddove si dice che \u201cil popolo esercita l\u2019iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli\u201d, si potrebbe aggiungere che il Parlamento \u201cdeve votare sulla proposta entro tre mesi\u201d, per evitare che finisca in un cassetto come attualmente spesso capita. Ma nel progetto del Governo queste modifiche non ci sono. Chi sono i conservatori?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bergamo, 24 Aprile 2013 |&nbsp;di Rocco Artifoni Riforme istituzionali: vecchi azzeccagarbugli e nuovi conservatori 1) In Italia abbiamo una Costituzione da 66 anni. 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