{"id":181,"date":"2013-12-13T08:48:03","date_gmt":"2013-12-13T07:48:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberabg.it\/l\/2013\/12\/perche-il-maggioritario-in-italia-non-va-bene\/"},"modified":"2013-12-13T08:48:03","modified_gmt":"2013-12-13T07:48:03","slug":"perche-il-maggioritario-in-italia-non-va-bene","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/2013\/12\/perche-il-maggioritario-in-italia-non-va-bene\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 il maggioritario in Italia non va bene"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><strong>Bergamo,&nbsp; 13 Dicembre 2013 | <span class=\"style1\"> di Rocco Artifoni<\/span><\/strong><\/p>\n<h1><b>Perch\u00e9 il maggioritario in Italia non va bene<\/b><\/h1>\n<p>C\u2019era una volta (prima del 1993) in Italia il sistema elettorale proporzionale. Serviva ad eleggere in Parlamento i rappresentanti del popolo in modo da rispecchiare abbastanza fedelmente le idee degli elettori. In realt\u00e0 anche allora c\u2019era un sistema elettorale che favoriva i partiti pi\u00f9 grandi, ma l\u2019accesso al Parlamento era possibile anche a formazioni politiche con consensi vicini all\u20191%. Alla base di questo sistema c\u2019era l\u2019idea che tutte le minoranze dovessero avere voce nel Parlamento. Una volta eletti \u2013 attraverso la scelta delle preferenze &#8211; i rappresentanti del popolo avrebbero dovuto formare delle alleanze per costituire una maggioranza e dare la fiducia al Governo. In fondo si tratta dell\u2019idea di democrazia presente nella nostra Costituzione. Chi viene eletto (art. 67) rappresenta la Nazione e non ha vincoli di mandato. La politica era l\u2019arte del compromesso, che non \u00e8 una parola negativa, anzi: significa promettere insieme, trovare un accordo per le cose da fare per il futuro. Ovviamente, non erano tutte rose e fiori: gli accordi talvolta implicavano mediazioni al ribasso&nbsp; e magari qualche \u201cricatto\u201d anche tra alleati. Per\u00f2 le alleanze erano chiare anche prima del voto. Chi votata per la DC sapeva bene con quali partiti si sarebbe potuto alleare il principale partito. E questo valeva anche per gli altri partiti. Infatti, dal 1948 al 1992 non c\u2019\u00e8 mai stata alcuna sorpresa o per meglio dire, nessun \u201cribaltone\u201d. Questa situazione venne criticata da molti, perch\u00e9 \u2013 si diceva \u2013 non c\u2019era ricambio e il numero dei partiti era eccessivo.<\/p>\n<p>Nel 1993 gli italiani votarono in un referendum con percentuali \u201cbulgare\u201d l\u2019abrogazione di questo sistema elettorale e l\u2019introduzione di un sistema misto: maggioritario con collegi uninominali per il 75% e proporzionale senza preferenze per il 25%. Questa scelta fu immediatamente recepita dal Parlamento attraverso la legge cosiddetta \u201cmattarellum\u201d. Il risultato fu subito pessimo. Ci furono partiti che si allearono con alcuni nelle ragioni del sud e con altri nelle regioni del nord (il meccanismo elettorale lo consentiva), ci furono frequenti cambi di alleanze, il pi\u00f9 alto numero di transfughi da un partito all\u2019altro, il numero dei partiti anzich\u00e9 diminuire, aument\u00f2. Con il sistema proporzionale talvolta erano i piccoli partiti a \u201cricattare\u201d la maggioranza, ma con la nuova legge il \u201cricatto\u201d \u00e8 arrivato persino dai singoli parlamentari, che venivano comprati sul \u201cmercato nero\u201d dei seggi parlamentari. Alcuni sostengono che in questo modo si \u00e8 creato il bipolarismo. In realt\u00e0 si \u00e8 trattato di aggregazioni spesso forzose, pronte a disfarsi come la neve al sole. \u00c8 davvero ingenuo pensare che si possano costruire alleanze salde solo perch\u00e9 una legge costringe alcuni partiti a stare insieme. Anche in precedenza i partiti dovevano mettersi insieme per governare. Non si capisce quale sia stato il cambiamento.<\/p>\n<p>Nel 2005 si pass\u00f2 al \u201cporcellum\u201d. Basta con i collegi elettorali uninominali e avanti con il premio di maggioranza. Ovviamente niente preferenze, perch\u00e9 i partiti preferiscono nominare i propri parlamentari, sottraendoli alla libera scelta degli elettori. Da allora sono cambiate pi\u00f9 volte le maggioranze in Parlamento, ma il \u201cporcellum\u201d non l\u2019ha cambiato nessuno. Finalmente \u00e8 arrivata la sentenza della Corte Costituzionale che con due tratti di penna ha cancellato due aspetti odiosi di questo sistema elettorale: il premio di maggioranza senza soglie minime (con una sproporzione inaccettabile della rappresentanza popolare) e le liste bloccate (con l\u2019impossibilit\u00e0 di distinguere tra un candidato e l\u2019altro in una lista).<\/p>\n<p>Dopo la recente sentenza della Corte, in attesa di conoscere le motivazioni, molti politici vecchi e nuovi hanno gi\u00e0 dichiarato che bisogna salvaguardare il bipolarismo, ma alle ultime elezioni gli elettori hanno dato fiducia a quattro coalizioni o movimenti diversi, che si sono subito divisi al proprio interno nella scelta delle alleanze per il Governo. Molti dicono che bisogna fare una nuova legge maggioritaria, come se non fosse stata tale proprio quella giudicata incostituzionale dalla Corte. Ma poi perch\u00e9 il sistema maggioritario dovrebbe essere migliore? Ha forse garantito una maggior stabilit\u00e0 seppur a scapito di una pi\u00f9 corretta rappresentanza? \u00c8 evidente che non \u00e8 stato cos\u00ec. Negli ultimi 20 anni si sono susseguiti&nbsp; 12 governi.&nbsp; Non mi pare un esempio di stabilit\u00e0 di cui andare fieri. Non solo: non \u00e8 detto che sia sempre un bene che un Governo duri a lungo. Un Governo \u00e8 chiamato dal Parlamento ad attuare un programma. Se non si dimostra abbastanza capace, \u00e8 meglio cambiarlo: il Parlamento lo sfiducia e lo sostituisce.&nbsp; \u00c8 il caso di sottolineare che l\u2019azionista della societ\u00e0 Italia \u00e8 il Parlamento, che dovrebbe dare gli indirizzi politici. Il Governo, essendo il potere esecutivo, \u00e8 l\u2019amministratore delegato che deve mettere in pratica le politiche indicate dal legislatore. Purtroppo, spesso le parti vengono rovesciate e sembra che sia il Governo a fare le leggi e magari anche a voler cambiare la Costituzione, alla quale proprio il Governo ha giurato di essere fedele.<\/p>\n<p>Montesquieu, che di democrazia se ne intendeva, ha scritto: \u00abSe il potere esecutivo fosse affidato&nbsp; a un certo numero di persone&nbsp; tratte dal corpo legislativo,&nbsp; non vi sarebbe pi\u00f9 libert\u00e0, perch\u00e9 i due poteri sarebbero uniti, le stesse persone avendo talvolta parte,&nbsp; e sempre potendola avere, nell&#8217;uno e nell&#8217;altro\u00bb. Questo mi pare uno dei veri problemi del sistema politico italiano. E per quanto riguarda la legge elettorale un buon esempio \u00e8 costituito dal sistema elettorale australiano, che ovviamente in Italia nessuno conosce e del quale nessuno parla. Chi si occupa di politica dovrebbe forse riflettere e studiare di pi\u00f9, anzich\u00e9 continuare a persistere in idee ed avanzare proposte che hanno gi\u00e0 dimostrato enormi limiti e contraddizioni. E magari il popolo sovrano dovrebbe smetterla di dare fiducia a questi apprendisti stregoni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bergamo,&nbsp; 13 Dicembre 2013 | di Rocco Artifoni Perch\u00e9 il maggioritario in Italia non va bene C\u2019era una volta (prima del 1993) in Italia il sistema elettorale proporzionale. Serviva ad eleggere in Parlamento i rappresentanti del popolo in modo da rispecchiare abbastanza fedelmente le idee degli elettori. 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