{"id":142,"date":"2013-08-22T20:15:18","date_gmt":"2013-08-22T18:15:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberabg.it\/l\/2013\/08\/debito-disuguaglianza-e-ricchezza-degli-italiani-di-rocco-artifoni\/"},"modified":"2013-08-22T20:15:18","modified_gmt":"2013-08-22T18:15:18","slug":"debito-disuguaglianza-e-ricchezza-degli-italiani-di-rocco-artifoni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/2013\/08\/debito-disuguaglianza-e-ricchezza-degli-italiani-di-rocco-artifoni\/","title":{"rendered":"Debito, disuguaglianza e ricchezza degli italiani | di Rocco Artifoni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><strong>Bergamo,&nbsp; 22 Agosto 2013 | <span class=\"style1\"> di Rocco Artifoni<\/span><\/strong><\/p>\n<h1>Debito, disuguaglianza e ricchezza degli italiani<\/h1>\n<p><a class=\"jcepopup\" href=\"images\/stories\/img_libera\/Scripta\/_DebitoPubblicoItalia.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 2px; float: right;\" class=\"jcepopup\" alt=\"_DebitoPubblicoItalia\" src=\"images\/stories\/img_libera\/Scripta\/_DebitoPubblicoItalia.jpg\" height=\"104\" width=\"157\" \/><\/a>Il debito pubblico italiano &#8211; secondo i dati forniti da Bankitalia &#8211; <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>a fine giugno 2013<\/strong><\/span> ha raggiunto il record assoluto di <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>2.075 miliardi di euro<\/strong><\/span>, cio\u00e8 oltre il 130% del Prodotto Interno Lordo (1.566 miliardi di euro nel 2012).<\/p>\n<p>Se suddividiamo il debito pubblico per il numero di abitanti (60.720.000 di persone) della penisola, risulta un debito pro-capite di oltre 34.000 euro. Come faremo a pagarlo?<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<h3>Ricchezza e debiti<\/h3>\n<p>L\u2019autorevole quotidiano \u201cIl Sole 24 Ore\u201d ha recentemente fornito i dati del risparmio privato, cio\u00e8 della ricchezza finanziaria dei cittadini italiani. Alla fine del 2012 disponevano di 3.716 miliardi di euro, sommando i soldi depositati nelle banche e investiti in titoli di stato, obbligazioni, azioni e riserve assicurative. In media si tratta di oltre 61.000 euro a testa. Ovviamente la media inganna, poich\u00e9 c\u2019\u00e8 chi non ha nulla e chi pu\u00f2 disporre di cifre molto pi\u00f9 alte della media. Inoltre, bisogna considerare che anche i cittadini italiani sono indebitati soprattutto con le banche: secondo i dati forniti dalla CGIA di Mestre si tratta di oltre 500 miliardi di euro alla fine del 2012. E anche per i debiti privati la media pu\u00f2 nascondere situazioni molto diverse. Per\u00f2 anche sul fronte del debito privato i dati che riguardano l\u2019Italia sono positivi. Secondo l\u2019Eurostat le famiglie italiane hanno il miglior rapporto tra debiti e redditi rispetto al resto d\u2019Europa. Infatti i cittadini italiani sono indebitati per il 65% del reddito annuo disponibile, mentre i francesi sono all\u201983% e i tedeschi all\u201986%. Chi sta sicuramente peggio degli italiani sono i danesi&nbsp; con il 268%, gli olandesi che arrivano al 250% e gli irlandesi al 206%. Pertanto, resta il fatto che complessivamente gli italiani, senza considerare e senza toccare il patrimonio immobiliare, sarebbero nelle condizioni oggettive per poter estinguere sia i propri debiti privati che il debito pubblico. E non rimarrebbero senza soldi, poich\u00e9 \u201cavanzerebbero\u201d quasi 1.200 miliardi, cio\u00e8 20.000 euro pro-capite in media. Ma come abbiamo visto il problema sta proprio nella media, che \u00e8 molto lontana dalla realt\u00e0 di un\u2019Italia estremamente diseguale nella distribuzione della ricchezza.<\/p>\n<h3>Disuguaglianza dei redditi<\/h3>\n<p><a class=\"jcepopup\" href=\"images\/stories\/img_libera\/Scripta\/_DisuguaglianzaInEuropa.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" class=\"jcepopup\" alt=\"_DisuguaglianzaInEuropa\" src=\"images\/stories\/img_libera\/Scripta\/_DisuguaglianzaInEuropa.jpg\" height=\"206\" width=\"303\" \/><\/a>Infatti , dallo studio &#8220;Growing inequality impact&#8221;, commissionato dall\u2019Unione Europea a diverse universit\u00e0, \u00e8 emerso che tra tutti i Paesi dell\u2019OCSE l\u2019Italia \u00e8 al terzo posto per diseguaglianza di redditi, preceduta soltanto da Stati Uniti e Gran Bretagna. La disparit\u00e0 nella distribuzione dei redditi \u00e8 stata misurata con l&#8217;indice di Gini: si tratta di un indice di concentrazione il cui valore pu\u00f2 variare tra zero e uno. Valori bassi indicano una distribuzione abbastanza omogenea, valori alti una distribuzione pi\u00f9 disuguale, con il valore 1 che corrisponderebbe alla concentrazione di tutto il reddito del paese su una sola persona.&nbsp; Dallo studio emerge che, alla fine del 2010, l&#8217;Italia aveva un indice Gini pari a 0,34. Gli Usa risultavano a 0,38 e la Gran Bretagna a 0,35. Persino il Giappone ha una situazione di miglior distribuzione del reddito, con un indice Gini pari a 0,33. Guardando il verso opposto della classifica, troviamo in testa la Danimarca e la Norvegia con un indice Gini di 0,25. La Francia si trova a 0,29 e la Germania a 0,30. Si tenga conto che, data la struttura dell&#8217;indice, una differenza di pochi centesimi di punto si traduce in notevoli diversit\u00e0 di reddito. Da considerare anche il fatto che nel 1992 l\u2019indice Gini per l\u2019Italia era a 0,27. Ci\u00f2 significa che la disuguaglianza dei redditi dei cittadini italiani \u00e8 aumentata in modo significativo negli ultimi due decenni.<\/p>\n<h3>Risparmi e redditi<\/h3>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro dato su cui conviene riflettere, sempre fornito da \u201cIl Sole 24 Ore\u201d. Nel 2012 gli italiani, oltre a disporre di 3.716 miliardi di liquidit\u00e0, hanno prodotto un reddito complessivo di 1.080 miliardi, con un rapporto di 3,44 tra risparmio accumulato e reddito. Confrontiamo i dati dei principali Paesi europei: Germania risparmio 4.939 miliardi, reddito 1.697 miliardi, rapporto 2,91; Francia risparmio 4.036 miliardi, reddito 1.324 miliardi, rapporto 2,99. In Spagna il rapporto tra risparmio e reddito \u00e8 molto pi\u00f9 basso: 1,37. Queste cifre si prestano a diverse considerazioni: 1) in relazione al reddito gli italiani hanno la miglior propensione al risparmio; 2) probabilmente in Italia \u2013 pi\u00f9 che negli altri Paesi \u2013 ci sono soldi che non risultano come reddito e che finiscono direttamente nei risparmi accumulati (evasione fiscale, corruzione, estorsione, ecc.); 3) i soldi che finiscono direttamente nei risparmi, senza transitare nei redditi dichiarati, ovviamente non vengono tassati, il che contribuisce in modo notevole all\u2019incremento del deficit e del debito pubblico.<\/p>\n<h3>Evasione fiscale<\/h3>\n<p>A confermare queste considerazioni \u00e8 il dato tendenziale. In Italia il reddito prodotto nel 2012 \u00e8 stato inferiore di 21 miliardi a quello disponibile nel 2011 (1.101 miliardi di euro). Nonostante ci\u00f2 la ricchezza degli italiani tra il 2011 e il 2012 \u00e8 aumentata di 175 miliardi di euro, passando dai 3.541 miliardi del 2011 ai 3.716 miliardi del 2012, con un incremento del 5% in un anno. Questi dati si spiegano parzialmente con il fatto che mediamente le quotazioni delle azioni in Borsa nel 2012 sono aumentate dell\u20198,25%, tenendo conto che il 27,8% dei risparmi sono investiti in azioni e fondi comuni. Per il resto sembrano confermare che con la crisi sia aumentata negli italiani la propensione al risparmio, ma soprattutto siano cresciute l\u2019elusione e l\u2019evasione fiscale. Gli ultimi dati forniti dall\u2019Europa segnalano per l\u2019Italia un\u2019evasione fiscale, cio\u00e8 soldi illegalmente non versati al fisco, di 181 miliardi di euro annui.<\/p>\n<h3>Spese e imposte<\/h3>\n<p>Queste cifre possono fornire utili indicazioni. Anzitutto, occorre essere consapevoli che l\u2019Italia \u00e8 (mediamente e comunque sostanzialmente) un Paese ricco e che \u00e8 in grado di far fronte ai propri debiti. E poi comprendere che il meccanismo del debito pubblico crea e amplifica le disuguaglianze, poich\u00e9 di fatto i detentori del debito (chi possiede titoli di stato) riscuotono gli interessi, mentre tutti gli altri cittadini si ritrovano con maggiori tasse da pagare per pagare anche gli interessi sul debito. Per questa ragione, sarebbe utile e necessario ridurre (e se possibile azzerare) al pi\u00f9 presto il debito pubblico, che poi in effetti diventa privato, poich\u00e9 viene pagato attraverso le imposte. Se lo Stato \u00e8 indebitato e i cittadini sono ricchi, significa che le tasse versate per le spese comuni sono state insufficienti. Infatti, negli ultimi decenni la spesa pubblica \u00e8 sempre stata superiore alle entrate tributarie. A dimostrazione che gli italiani abbiano speso pi\u00f9 di quanto abbiano versato nelle casse comuni.<\/p>\n<h3>Progressivit\u00e0 disattesa<\/h3>\n<p><a class=\"jcepopup\" href=\"images\/stories\/img_libera\/Scripta\/_VariazioneAliquoteFiscali.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" class=\"jcepopup\" alt=\"_VariazioneAliquoteFiscali\" src=\"images\/stories\/img_libera\/Scripta\/_VariazioneAliquoteFiscali.jpg\" height=\"150\" width=\"214\" \/><\/a>Ma quanto \u00e8 stato dato al fisco? E soprattutto in che modo? Anche in questo caso siamo di fronte ad una situazione ingiusta: l\u2019art. 53 della Costituzione, che prevede la progressivit\u00e0 del sistema tributario, \u00e8 stato ampiamente disatteso, con tassazioni separate e aliquote sempre meno progressive. I pi\u00f9 ricchi oggi pagano imposte con percentuali che non superano il doppio di quelli pi\u00f9 poveri, ma il divario tra povert\u00e0 e ricchezza \u00e8 di molto superiore. Senza contare qualche centinaia di miliardi di euro di evasione fiscale e corruzione, che vengono sottratti alla collettivit\u00e0 ogni anno.<\/p>\n<h3>Ricchi e poveri<\/h3>\n<p>Bisognerebbe rimettere in equilibrio in sistema, al pi\u00f9 presto. Come fare? Ad esempio, si potrebbe seguire la prospettiva indicata da una persona moderata come Marco Biagi, che nell\u2019ultima intervista rilasciata prima di essere ucciso dalle Brigate Rosse ha detto: \u201cIo sono della scuola di Robin Hood: ogni tanto ai ricchi bisogna prendere le cose con la forza\u201d. In fondo nei principi fondamentali della nostra straordinaria e lungimirante Costituzione sta scritto chiaramente: \u201c\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese\u201d. Basterebbe attuare quanto prescritto.<\/p>\n<h3>Una Costituzione da attuare<\/h3>\n<p>\u00c8 evidente che la Costituzione non si applica automaticamente. Lo sapeva perfettamente il costituente Piero Calamandrei che nel 1955 esortava gli studenti universitari con queste parole: \u201cla Costituzione non \u00e8 una macchina che una volta messa in moto va avanti da s\u00e9. La Costituzione \u00e8 un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perch\u00e9 si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l\u2019impegno, lo spirito, la volont\u00e0 di mantenere queste promesse, la propria responsabilit\u00e0\u201d. Oggi questo incitamento a diventare cittadini sovrani e responsabili \u00e8 forse pi\u00f9 necessario di allora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bergamo,&nbsp; 22 Agosto 2013 | di Rocco Artifoni Debito, disuguaglianza e ricchezza degli italiani Il debito pubblico italiano &#8211; secondo i dati forniti da Bankitalia &#8211; a fine giugno 2013 ha raggiunto il record assoluto di 2.075 miliardi di euro, cio\u00e8 oltre il 130% del Prodotto Interno Lordo (1.566 miliardi &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-142","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scripta-libera"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7YFQD-2i","_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=142"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}