{"id":1217,"date":"2020-02-17T12:03:34","date_gmt":"2020-02-17T11:03:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liberabg.it\/?page_id=1217"},"modified":"2020-02-17T12:03:35","modified_gmt":"2020-02-17T11:03:35","slug":"nuove-storie-nei-beni-confiscati","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.liberabg.it\/index.php\/beni-confiscati\/nuove-storie-nei-beni-confiscati\/","title":{"rendered":"Nuove storie nei beni confiscati"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dei beni confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata si parla si parla al momento del sequestro, in seguito ad operazioni di polizia. Poi \u00e8 come se ci dimenticasse di loro. In realt\u00e0 in molti territori anche in bergamasca, nuove storie di rinascita sociale sono fiorite dentro e attorno a questi beni. Per la comunit\u00e0 bergamasca, per aumentare la consapevolezza della presenza delle mafie sul nostro territorio ma anche per sensibilizzare sui risultati positivi del riuso sociale dei beni confiscati, sarebbe importante conoscere le storie principali. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La casa dei pap\u00e0 separati a Terno d\u2019Isola [bene confiscato a un gruppo di truffatori]<\/strong><br>Domenico Fumagalli, presidente dell\u2019Associazione \u201cpap\u00e0 separati Lombardia\u201d, racconta la destinazione sociale che la villetta di Terno ha avuto dal 2014.<br><span style=\"text-decoration: underline;\">Nel 2013 il Comune di Terno d\u2019Isola pubblica un bando per l\u2019assegnazione in comodato d\u2019uso a titolo gratuito, di una villetta a schiera confiscata alla criminalit\u00e0 organizzata e trasferita al patrimonio del comune.  Nel 2014 il bene viene assegnato all\u2019Associazione \u201cPap\u00e0 separati Lombardia\u201d che presenta un progetto per il recupero sociale di padri separati o divorziati con figli e in difficolt\u00e0 economica ed abitativa.<\/span> <br>L\u2019associazione ha gi\u00e0 in atto altri progetti analoghi a Milano e in alcuni altri comuni lombardi, unitamente alle attivit\u00e0 di Banco Alimentare; la finalit\u00e0 \u00e8 quella di aiutare quegli uomini che dopo una separazione o un divorzio, nei casi in cui il lavoro garantisca loro uno stipendio medio-basso, si vengono a trovare in una situazione socialmente difficile perch\u00e9 senza pi\u00f9 un\u2019abitazione e in difficolt\u00e0 economica per il sostentamento del coniuge e dei figli. D\u2019altro canto va aumentando il numero di padri separati che presentano situazioni personali davvero difficili e bisognose di aiuto. <br><span style=\"text-decoration: underline;\">In questi anni, la villetta di Terno d\u2019Isola ha ospitato complessivamente 6 pap\u00e0, che hanno svolto un percorso di recupero sociale e contribuito ad attivit\u00e0 di volontariato nel Banco alimentare.<\/span> Attualmente la villetta ospita due pap\u00e0, uno dei quali \u00e8 cittadino di Terno.  L\u2019altro pap\u00e0 separato \u00e8 in attesa di un trapianto di cuore.  <br><span style=\"text-decoration: underline;\">La convenzione prevede, per ciascun pap\u00e0, la possibilit\u00e0 di essere ospitato nella villetta per il tempo necessario al superamento delle difficolt\u00e0 contingenti e comunque per un anno al massimo.<\/span> <br>La comunit\u00e0 di Terno ha accolto in modo positivo la realizzazione del progetto di accoglienza, partecipando attivamente anche alle azioni di volontariato. Lo stesso Comune ha condiviso le iniziative di Banco alimentare che si sono realizzate in questi anni. <br>In questi anni l\u2019esperienza ha permesso di superare alcune difficolt\u00e0 iniziali. L\u2019associazione ha dovuto verificare che alcune tipologie di situazioni, come quelle di padri tossicodipendenti o ludopatici o con altri gravi problemi di natura psico-sociale, non potevano essere affrontate con i mezzi di cui l\u2019associazione dispone ma richiedono strutture attrezzate.  Pertanto il progetto ha dovuto porre alcune limitazioni alle tipologie di richiesta di ospitalit\u00e0 nell\u2019abitazione. <br>Considerando l\u2019aumento delle domande di aiuto sociale di questo tipo, il progetto ha sicuramente un futuro e, alla scadenza del contratto di assegnazione del Comune, la possibilit\u00e0 concreta di poter continuare. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La casa famiglia per minori a Berbenno [bene confiscati a un usuraio]<\/strong><br><span style=\"text-decoration: underline;\">Invece a Berbenno, a raccontare sono Diego e Patrizia, una giovane copia che, oltre ai due figli propri, si \u00e8 \u201cportata in casa\u201d, in questi anni, 16 bambini o ragazzi provenienti da famiglie in difficolt\u00e0, per periodi di tempo pi\u00f9 o meno lunghi.<\/span> <br>Si potrebbe dire che il progetto ha cominciato a nascere in primis quando il signor Aldo Tempera ha iniziato a delinquere: all\u2019inizio un semplice un prestanome che poi \u00e8 divenuto usuraio ecc. Questo signore \u00e8 stato poi arrestato, gli sono stati confiscati 70 beni immobili in tutto il Nord Italia ed uno di questi nel comune di Berbenno. L\u2019amministrazione comunale ha iniziato a pensare al progetto da realizzare in questo spazio. Sono quindi state contattate l\u2019Azienda consortile dei comuni della Valle Imagna (una partecipata dei vari comuni della Valle Imagna per i servizi alla persona) e la cooperativa del territorio, che all\u2019epoca era Il Varco del Gruppo AEPER: queste due realt\u00e0 hanno proposto l\u2019apertura di una comunit\u00e0 familiare. Comune e Azienda hanno appoggiato la proposta e a quel punto sono stati coinvolti Diego e Patrizia. Essendo un po\u2019 fuori dal paese si addiceva perfettamente a un\u2018esperienza di accoglienza familiare.<br><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019apertura effettiva della casa famiglia \u00e8 avvenuta il 2 ottobre 2012.<\/span> <br>\u00c8 meraviglioso vedere come un paese montano come quello di Berbenno si sia aperto piacevolmente alla comunit\u00e0 familiare, che \u00e8 stata accolta molto bene. La comunit\u00e0 ha anche creato un \u201cindotto\u201d lavorativo: persone del territorio che lavorano come educatori, aiutano nelle pulizie, collaborano come \u201clavoratori socialmente utili\u201d. E tanti gruppi sono passati a conoscere l\u2019esperienza e a dare una mano concreta: i gruppi locali di Libera, ma anche gruppi oratoriali, ragazzi delle medie, adolescenti e giovani. Ci sono certo difficolt\u00e0 economiche nel gestire la casa, c\u2019\u00e8 per\u00f2 il bello di condividere il cammino con tanta gente che d\u00e0 il suo contributo per sistemare il bosco, tenere gli animali, ecc. <br><span style=\"text-decoration: underline;\">In questi sette anni gli utenti sono stati minori dagli 0 ai 18 anni, alcuni dei quali sono rimasti in comunit\u00e0 anche una volta raggiunta la maggiore et\u00e0. Ad oggi sono 16 i bambini e ragazzi che sono passati per questa comunit\u00e0 familiare. Attualmente tutti i posti disponibili sono occupati: in casa con Diego e Patrizia vivono infatti un bambino di 5 anni, uno di 9 e due ragazze di 14 e 16 anni.<\/span> Di loro dicono: \u201cai ragazzi che sono passati per questa realt\u00e0 abbiamo cercato di dare una mano: gli si \u00e8 voluto bene. In qualche caso ci sono stati ottimi risultati, in altri casi un po\u2019 meno, ma abbiamo fatto del nostro meglio per fare del bene\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La casa per donne in difficolt\u00e0 a Suisio [bene confiscato a killer della \u2019ndrangheta]<\/strong><br>La villetta di Via M.L. King \u00e8 un \u2018\u2019bene destinato\u2019\u2019, assegnato al Comune di Suisio a seguito di confisca avvenuta nel 1996.Il Comune ha trovato le risorse necessarie alla ristrutturazione del bene che versava in condizioni di degrado per metterlo a disposizione della comunit\u00e0. La villetta \u00e8 quindi stata affidata all\u2019Azienda Isola, costituita dai Comuni dell\u2019Isola per i servizi alla persona; che tramite un bando pubblico ne ha affidato la gestione alla Cooperativa Sociale AERIS di Vimercate. <br><span style=\"text-decoration: underline;\">Nel novembre 2017 si \u00e8 tenuta l\u2019inaugurazione: la prima ospite con sua figlia, viene accolta un mese dopo. \u00c8 iniziato cos\u00ec un progetto di housing sociale denominato \u2018Casa Camilla Bravi\u2019 per donne sole o con figli minori, che si trovano in una situazione di disagio (abitativo e lavorativo). La durata dell\u2019accoglienza \u00e8 di sei mesi, prorogabili per altri sei per concludere progetti gi\u00e0 avviati. La casa pu\u00f2 ospitare fino a tre nuclei contemporaneamente.<\/span> <br>Inizialmente l\u2019atteggiamento da parte della comunit\u00e0 e dei vicini era di diffidenza e resistenza dal momento che l\u2019ex proprietario della casa era conosciuto e frequentato dai compaesani. Gradualmente la situazione sta cambiando: aumentano i rapporti di vicinato e si assiste a una maggiore integrazione nella comunit\u00e0. Molto utili per le ospiti sono la vicinanza e anche la compagnia che il vicinato pu\u00f2 offrire alle donne accolte e ai rispettivi nuclei familiari. Ne sono un esempio le feste e i pranzi spesso condivisi. <br>Il desiderio \u00e8 quello di intrattenere e aumentare i contatti gi\u00e0 esistenti con le altre realt\u00e0 presenti sul territorio, ad esempio con l\u2019oratorio del paese, con i piccoli commercianti locali e con le scuole. Casa Bravi infatti si propone di essere una risorsa non solo per le donne ospitate, ma per tutta la comunit\u00e0. Per questo nel prossimo futuro si intende creare una rete per far comprendere che un bene confiscato \u00e8 una risorsa per la comunit\u00e0. Uno degli obiettivi principali \u00e8 coinvolgere le scuole, per far capire ai giovani che si pu\u00f2 sempre superare una situazione negativa e mostrarne un esempio concreto. Stretta \u00e8 in questo ambito la collaborazione con l\u2019associazione Libera, che \u00e8 attiva nell\u2019organizzare interventi di sensibilizzazione nelle scuole. <br>Altri possibili progetti vedono coinvolti i consultori (che potrebbero usufruire degli spazi del bene e offrire consulenza alle ospiti), l\u2019agenzia per il lavoro Mestieri, la Caritas, che costituisce un punto di riferimento durante l\u2019intero percorso e la rete di uffici del territorio a tutela dei minori, in particolare l\u2019Azienda Isola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dei beni confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata si parla si parla al momento del sequestro, in seguito ad operazioni di polizia. Poi \u00e8 come se ci dimenticasse di loro. 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