La Provincia di Rimini contro gli evasori | di Rocco Artifoni

Bergamo,  22 Novembre 2013 | di Rocco Artifoni

La Provincia di Rimini contro gli evasori

Molti  sostengono che le province siano inutili. Pensando a quanto è stato fatto dalla provincia di Rimini non si direbbe. Per contrastare gli evasori fiscali del proprio territorio la Giunta provinciale di Rimini, con voto unanime, nel dicembre del 2012 aveva approvato la proposta di costituirsi parte civile nel processo in cui sono stati rinviati a giudizio molti professionisti ed imprenditori del territorio accusati di evasione fiscale e riciclaggio.

TogheSi tratta dell’inchiesta cosiddetta “Varano”, condotta dalla procura di Forlì, che aveva portato anche all’arresto dei vertici della Cassa di risparmio di San Marino. Il 31 ottobre 2013 il gup del Tribunale di Forlì ha accolto la richiesta dell’Amministrazione provinciale riminese, accreditando l’ipotesi di “danno al territorio”. Stefano Vitali – presidente della Provincia – aveva spiegato che “nell’inchiesta sono coinvolte un migliaio di persone per circa la metà riminesi.

Il nostro territorio in Italia è quarto per qualità della vita e 94esimo per il pagamento delle tasse, non si può andare avanti così. Altri enti potranno agire come noi, può nascere una sorta di class action. Il punto è che questo livello di evasione fiscale non ce lo possiamo più permettere se vogliamo guardare al futuro”. Da tempo siamo abituati alla presentazione delle parti civili nei processi contro le mafie, ma questo è il primo caso di amministrazioni pubbliche che decidono di essere presenti in processi contro i propri cittadini che evadono le tasse, facendo mancare importanti risorse alla collettività. 

Anche “il risarcimento simbolico di un solo euro alla parte civile aprirebbe finalmente e per la prima volta l’atteso fronte della connessione tra evasione fiscale e sottrazione di risorse alle comunità di riferimento – ha commentato il Presidente della Provincia, Stefano Vitali – senza dubbio, una svolta”. D’ora in poi tutte le pubbliche amministrazioni – e non solo – potrebbero e forse dovrebbero cominciare a sentirsi molto offese da quei loro contribuenti infedeli o sconosciuti al fisco, che di fatto costingono a tagliare o a limitare i servizi pubblici ai cittadini, a causa delle mancato versamento delle imposte dovute.

L’art. 54 della Costituzione prevede che “tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi” e l’art. 53 stabilisce che “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. È arrivato il tempo di evidenziare come il rispetto di questi articoli non è soltanto materia penale, ma un problema che riguarda tutta la comunità e direttamente ogni cittadino. Sappiamo tutti che gli onesti pagano le tasse anche al posto degli evasori. A questi ultimi è giusto chiesto di pagare il dovuto.